Fighting Mania (Konami, 2000)


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    Fighting Mania – Fist of the North Star (Konami, 2000): Il Cabinato Arcade che ti trasforma in Kenshiro

    Descrizione

    Rilasciato da Konami nel 2000, Fighting Mania è uno dei cabinati arcade più iconici e fisicamente impegnativi mai creati. Basato sulla leggendaria licenza di Ken il Guerriero (Hokuto no Ken), questo macchinario fonde le meccaniche dei “rhythm game” con un vero e proprio allenamento di arti marziali. Invece di usare joystick e pulsanti, il giocatore deve letteralmente prendere a pugni sei bersagli meccanici che fuoriescono dal mobile, il tutto al grido inconfondibile di “ATATATATATA!”. Un’esperienza catartica e adrenalinica che oggi è rarissima da trovare in perfette condizioni.

    Storia del gioco e gameplay

    Il gioco segue fedelmente la trama della prima serie del manga/anime. Il giocatore veste i panni di Kenshiro, maestro della Divina Scuola di Hokuto, in viaggio per salvare la sua amata Yuria e sconfiggere nemici iconici come Shin, Rei, Souther e l’immenso Raoul. Il mobile è dotato di sei pad (bersagli) disposti a forma di esagono. Quando inizia lo scontro, i pad fuoriescono meccanicamente e si illuminano con dei LED rossi: il giocatore deve colpirli con i guantoni in dotazione esattamente nel momento in cui si accendono. Nelle fasi finali dei combattimenti, il gioco richiede di scatenare i celebri “Cento Pugni di Hokuto”, obbligando il giocatore a colpire i pad ripetutamente e con la massima velocità possibile per svuotare la barra della vita dell’avversario prima che scada il tempo.

    Inquadratura ravvicinata del monitor e della plancia di Fighting Mania, in evidenza i sei iconici bersagli meccanici da colpire a suon di pugni.

    Informazioni Tecniche

    Dietro la brutalità dei pugni, c’è una tecnologia molto delicata per l’epoca.

    • Hardware: Konami System 573 (una potente architettura derivata dall’hardware della prima Sony PlayStation, utilizzata da Konami anche per successi come Dance Dance Revolution).
    • Meccanica dei Pad: Ogni bersaglio è gestito da un sistema complesso di cerniere, molle, motori per l’estrazione e fotocellule/sensori di impatto per calcolare la forza e la velocità del colpo.
    • Cabinet: Un mobile enorme, pesante e rinforzato per resistere agli urti, dotato originariamente di due guantoni rossi da passata agganciati alla plancia tramite cavi.
    Profilo destro del mobile da sala giochi Fighting Mania, che mostra la struttura rinforzata e le grafiche originali dedicate all'universo di Ken il Guerriero.

    Curiosità

    Questo cabinato è il classico “incubo dei noleggiatori”. Essendo un gioco basato sulla forza fisica, i giocatori spesso esageravano, colpendo i pad con una violenza inaudita o usando calci, rompendo frequentemente i meccanismi interni. Per questo motivo, trovare oggi un Fighting Mania con tutti e sei i pad perfettamente funzionanti e reattivi è un’impresa da veri restauratori! Al momento del lancio nel 2000, questa complessa macchina costava cifre esorbitanti, superando agilmente i 16 milioni di Lire. Calcolando l’inflazione, oggi un gestore dovrebbe investire l’equivalente di oltre 8.500 euro per piazzarlo nel proprio locale.
    Come mai si chiama Fihting Mania e non Ken Il Guerriero oppure Ken Shiro?
    In Italia il nome “Kenshiro” avrebbe attirato orde di ragazzini adoranti, ma Konami ha optato per un titolo molto più generico. I motivi dietro questa scelta sono principalmente tre, tutti legati a logiche di mercato dell’epoca:

    1. Il problema delle licenze e della “versione europea” Konami non ha prodotto un cabinato specifico per il mercato italiano, ma una singola versione internazionale/europea (in lingua inglese) da distribuire in tutto l’Occidente. Il problema è che l’anime aveva nomi diversi in ogni nazione: in Italia era Ken il Guerriero, in Francia Ken le Survivant, nei paesi anglosassoni Fist of the North Star. Creare grafiche, plastiche e software dedicati per ogni singola nazione europea avrebbe avuto costi di produzione folli. Hanno quindi scelto un nome unico per tutti.

    2. Il brand internazionale ufficiale In realtà, il nome originale del franchise fuori dal Giappone è proprio Fist of the North Star. Se guardi bene le plastiche originali del cabinato europeo, sotto la scritta gigante “Fighting Mania” c’è proprio il sottotitolo ufficiale Fist of the North Star. Tuttavia, per attirare l’attenzione nelle rumorose sale giochi occidentali, Konami decise di dare massimo risalto alle parole “Fighting Mania”, che spiegavano immediatamente al giocatore distratto cosa dovesse fare (cioè tirare pugni come un maniaco!).

    3. Il filone “Mania” di Konami Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, Konami stava dominando il mercato mondiale con la sua divisione “Bemani” (i giochi musicali e fisici). Avevano già marchi come Beatmania, Dance Mania (il nome iniziale di Dance Dance Revolution in alcuni mercati) e GuitarFreaks. In Giappone il gioco si chiamava Punch Mania, ma per l’occidente scelsero Fighting Mania per renderlo più “cattivo” e in linea con il loro brand di giochi fisici e ritmici, puntando sul puro gameplay d’azione piuttosto che solo sulla licenza dell’anime, che magari in Inghilterra o in Germania non era famosa quanto in Italia.

    È stato un vero peccato per i gestori italiani, che spesso dovevano attaccare dei fogli di carta artigianali sul cabinato con scritto a pennarello “IL GIOCO DI KEN IL GUERRIERO!” per far capire ai ragazzi cosa fosse!

    Fiancata sinistra del cabinato Konami Fighting Mania (conosciuto anche come Punch Mania in Giappone), un pezzo rarissimo da trovare con le plastiche intatte.

    Trucchi e Consigli

    • Velocità batte Forza: L’errore più comune dei principianti è tirare pugni potentissimi. Tranne che per il “Colpo Segreto” finale, il gioco valuta il tempismo, non la forza. Colpisci i pad in modo leggero e veloce, come un pugile che fa sparring, per non stancarti subito.
    • Non “spingere” il pad: Tira il pugno e ritrai subito la mano (effetto frusta). Se lasci il peso del braccio sul bersaglio, il meccanismo farà fatica a rientrare, facendoti perdere punti o ritardando il bersaglio successivo.
    • Usa la visione periferica: Tieni lo sguardo fisso al centro dello schermo, tra i sei pad. Non guardare il singolo bersaglio, o non avrai i riflessi pronti per colpire quello sul lato opposto.
    • Posizione dei piedi: Divarica leggermente le gambe per avere stabilità. L’equilibrio è fondamentale quando il gioco aumenta la velocità e i bersagli iniziano a uscire a coppie.
    Inquadratura ravvicinata del monitor e della plancia di Fighting Mania, in evidenza i sei iconici bersagli meccanici da colpire a suon di pugni.

    Punteggio

    Il sistema di valutazione alla fine di ogni round è severo e si basa sulla tua precisione di esecuzione delle tecniche marziali:

    • Tempismo: Ogni pugno viene valutato (Perfect, Great, Good, Bad, Miss). Più “Perfect” accumuli, maggiore sarà il danno inflitto al nemico e il tuo punteggio.
    • Danno subito: I “Miss” (pad non colpiti in tempo) si traducono in attacchi subiti da Kenshiro, svuotando la tua barra dell’energia.
    • Rank Finale: A fine partita, il gioco ti assegna un rango (dal Grado A al Grado E, fino a titoli speciali per i giocatori perfetti), valutando la percentuale di colpi a segno e la velocità della raffica finale.

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