Darius


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  • Descrizione

    Nel 1986, le sale giochi erano invase da sparatutto a scorrimento tutti uguali. Taito decise di schiacciare la concorrenza puntando sulla pura megalomania: Darius. Più che un cabinato, un pezzo di arredamento fantascientifico. Un’avventura spaziale epica dove a bordo della navicella Silver Hawk affronti un’armata imperiale formata da… gigantesche creature marine robotiche. Celacanti, cavallucci marini e calamari meccanici giganti. Un’estetica folle e geniale, accompagnata da un’atmosfera immersiva che ti inchiodava alla panca del mobile per ore. Possedere un cabinato originale di Darius significa avere un pezzo da museo che ha ridefinito il concetto di “spettacolo” in sala giochi.
    Oltre allo spettacolo visivo, c’era un gameplay solido e punitivo:

    Il Sistema di Potenziamento: Distruggendo nemici specifici raccoglievi sfere colorate per potenziare le armi: Rossa per lo sparo frontale, Verde per le bombe, Blu per gli scudi energetici.

    I Bivi Narrativi: Alla fine di ogni livello, lo schermo si divideva letteralmente a metà, costringendoti a scegliere se prendere il percorso in alto o quello in basso. In totale c’erano 28 zone disposte in una mappa a forma di piramide rovesciata (dalla A alla Z). Ogni partita poteva essere completamente diversa.

    Informazioni Tecniche

    L’ingegneria dietro questo mobile è roba da far girare la testa a qualsiasi tecnico:

    • Il Miracolo dei Tre Schermi: Il mobile ospita ben tre monitor CRT affiancati, ma il giocatore non vede i bordi di plastica neri tra uno e l’altro. Taito ha usato un geniale sistema di specchi semiriflettenti (half-silvered mirrors) posizionati ad angolo per far combaciare perfettamente le tre immagini in un unico, immenso schermo panoramico orizzontale.
    • Hardware: Per muovere questo panorama infinito, la scheda madre usava una doppia CPU Motorola 68000 a 8 MHz, più processori multipli per gestire l’intelligenza artificiale e le tonnellate di sprite a schermo.
    • Il Sistema Body Sonic: Non c’erano solo le casse acustiche. La panca su cui si sedevano i giocatori aveva dei trasduttori tattili (bass shaker) integrati all’interno. Quando esplodeva un boss, sentivi letteralmente le vibrazioni fisiche dell’esplosione dritte nello stomaco.
    • Anno di Uscita: 1986.

    Trucchi e Consigli di Gioco

    La regola numero uno di Darius è non morire.

    • La Sindrome da Depotenziamento: Se perdi una vita, in Darius vieni respawnato con l’astronave nuda e cruda, perdendo quasi tutti i potenziamenti accumulati. Morire nei livelli avanzati o contro i boss finali equivale praticamente al Game Over automatico, perché i tuoi colpi base non faranno abbastanza danni prima che lo schermo si riempia di proiettili. Gioca in modo estremamente conservativo.
    • Gestione dello Scudo Blu: La sfera blu è il potenziamento più importante del gioco. Il tuo scudo può reggere un numero di colpi limitato che cambia colore (dal verde, al giallo, al rosso quando sta per cedere). Non essere avido con le armi offensive, dai sempre la priorità assoluta a raccogliere gli scudi blu per tenerti in vita.
    • Usa l’Ampiezza dello Schermo: Lo schermo panoramico non è solo per scena. I boss spesso indietreggiano o caricano dai bordi estremi. Mettiti il più lontano possibile dalla minaccia per avere il tempo fisico di vedere e schivare le ondate di proiettili.

    Curiosità: La Storia Dietro le Quinte

    • La Nascita della Zuntata: Darius segna l’esordio storico della “Zuntata”, la leggendaria house band di compositori della Taito. La colonna sonora del gioco, composta da Hisayoshi Ogura, rifiutava le classiche musichette allegre arcade, puntando su atmosfere synth-pop spaziali, oscure e aliene, che avrebbero fatto scuola per decenni.
    • Perché proprio i pesci? Il team di sviluppo inizialmente non aveva idea di che nemici mettere. Fu il game designer stesso, un giorno, a suggerire a caso: “Perché non usiamo i pesci? Le solite astronavi sono noiose”. Nacque così l’iconica corazzata “Iron Fossil” (il pesce celacanto del primo livello) e l’ormai leggendario avviso lampeggiante: “WARNING! A HUGE BATTLESHIP IS APPROACHING FAST”.
    • Manutenzione da Incubo: I collezionisti sanno che l’allineamento dei monitor originali è un incubo. Con il tempo e gli spostamenti, gli specchi interni si disallineano o si opacizzano. Per avere l’immagine perfetta e senza stacchi bisogna calibrare ogni singolo schermo con una precisione millimetrica, un lavoro certosino che richiede ore di imprecazioni.
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