Dig Dug
Disponibile solo per il noleggio. Contattaci!
Contattaci
Vuoi maggiori informazioni? Compila il modulo e ti ricontatteremo al più presto!
-
Descrizione
Dig Dug © 1982 Atari
Dig Dug: Un Classico Arcade di Namco e l’Adattamento Americano di Atari
Dig Dug è un’icona del panorama videoludico arcade, originariamente concepito e sviluppato in Giappone da Namco. Per una comprensione approfondita delle meccaniche di gioco, della trama e del successo critico, si consiglia di consultare la documentazione relativa alla versione originale giapponese di Namco. La sua popolarità spinse il gioco oltre i confini del Sol Levante, portando a una distribuzione e produzione su licenza in Nord America da parte di Atari.
La Macchina Arcade Verticale (Upright) di Atari
La versione da sala giochi prodotta da Atari si presentava nel classico formato verticale. Questa configurazione era caratteristica di Atari, che utilizzava lo stesso design di armadietto per una varietà di titoli di successo, inclusi classici come Kangaroo e l’immancabile Centipede.
L’estetica dell’armadietto di Dig Dug era immediatamente riconoscibile e mirava a catturare l’attenzione dei giocatori. La decorazione esterna, o sideart, era dominata da grafiche in stile cartoon vivaci, che illustravano scene dinamiche tratte dal gioco stesso. Questi elementi visivi erano sapientemente sovrapposti a uno sfondo prevalentemente giallo, un colore che contribuiva a rendere la macchina un punto focale nella sala giochi.
La Versione Cocktail: Un’Esperienza di Gioco Sociale
Oltre al modello verticale, Atari commercializzò anche una versione cocktail del gioco. Questa configurazione, pensata per essere posizionata come un tavolo, offriva un’esperienza di gioco più sociale e, in alcuni casi, più confortevole.
Caratteristiche distintive della versione cocktail includevano:
- Doppio Pannello di Controllo: La macchina era dotata di due pannelli di controllo distinti, posizionati alle estremità opposte del mobile.
- Design Ergonomico per Tutti: Ogni pannello di controllo era progettato per massimizzare l’accessibilità, presentando un pulsante “Pompa” (l’azione principale del gioco) su entrambi i lati del joystick. Questa scelta ergonomica era fondamentale per permettere ai giocatori mancini di giocare con la stessa facilità e comodità dei destrorsi, evitando la discriminazione tipica di alcuni cabinati arcade.
- Monitor e Orientamento dell’Immagine: A differenza dei monitor da 19 pollici standard utilizzati negli armadietti verticali, il modello cocktail impiegava un monitor più piccolo da 13 pollici. Una caratteristica peculiare di questa versione era la necessità che l’immagine di gioco si capovolgesse (si ribaltasse di 180 gradi) a ogni cambio di turno tra i due giocatori, garantendo che entrambi potessero visualizzare il gioco con l’orientamento corretto.
Estetica del Piano in Vetro: Il piano in vetro superiore, che fungeva da superficie del tavolo, non era lasciato spoglio. Era elegantemente decorato con immagini stilizzate dei personaggi più iconici del gioco: l’eroe che dà il nome al gioco, Dig Dug, e i suoi nemici più noti, il drago sputafuoco Fygar e il mostro rotondo Pooka.

Informazioni Tecniche
Giocatori: 2
Controllo: joystick a 4 vie
Pulsanti: 1 (PUMP)

Curiosità
Dig Dug: Storia, Versioni e Curiosità del Classico Arcade
Lancio e Produzione Atari
Dig Dug, il celebre arcade di scavo e caccia al mostro, fu distribuito negli Stati Uniti da Atari, su licenza del gigante giapponese Namco, nel mese di aprile del 1982. Al momento del lancio, il prezzo consigliato per un’unità verticale era di 2.095 dollari.
Il successo del gioco portò Atari a produrre un numero significativo di cabinet. Le statistiche di produzione mostrano che furono realizzate 20.504 unità nella versione verticale standard. A queste si aggiunsero 1.219 unità in versione “cocktail” (il modello con tavolo) e 505 unità “cabaret” (una versione più piccola e stilizzata del mobile verticale).
Il Mito della Prima Licenza Namco
Contrariamente a una diffusa credenza popolare nel mondo degli arcade, Dig Dug NON fu il primo gioco che Atari concesse in licenza da Namco. L’onore di questa prima collaborazione spetta a “F-1”, un innovativo gioco di corse 3D risalente al 1976. “F-1” era noto per proiettare una pista da corsa su uno schermo utilizzando un meccanismo a pellicola rotolante.
Sviluppo e Ricezione Interna
L’accoglienza iniziale di Dig Dug all’interno della divisione coin-op di Atari fu sorprendentemente tiepida. Il gioco non riscosse un grande entusiasmo tra la maggior parte del personale, con due notevoli eccezioni: Brian McGhie e Owen Rubin. Brian McGhie, che in seguito si unì a Starpath, fu l’individuo chiave che aggiunse gli ultimi ritocchi alla versione Atari di Dig Dug. Owen Rubin, un altro fervente sostenitore, conserva ancora oggi un prototipo del cabinet verticale di Dig Dug, impreziosito da illustrazioni disegnate a mano, e lo considera tuttora uno dei suoi giochi preferiti in assoluto. Le ROM presenti in questo prezioso prototipo sono, di fatto, le vere e proprie ROM di produzione finale.
Differenze Grafiche
È interessante notare che le versioni Atari di Dig Dug presentano alcune sottili differenze grafiche rispetto agli originali Namco. In particolare, la rappresentazione dello sfondo terrestre risulta meno regolare e uniforme nelle versioni prodotte da Atari.
Merchandising e Presenza Culturale
Il successo di Dig Dug si estese oltre le sale giochi, con il gioco che fu incluso nel merchandising ufficiale. Nel 1982, Atari lanciò una serie di 12 spille da collezione che celebravano alcuni dei suoi titoli più amati. La collezione includeva, oltre a Dig Dug, nomi iconici come: “Missile Command”, “Battle Zone”, “Tempest”, “Asteroids Deluxe”, “Space Duel”, “Centipede”, “Gravitar”, “Kangaroo”, “Xevious”, “Millipede” e “Food Fight”.
La risonanza culturale di Dig Dug è testimoniata anche dalle sue apparizioni nei media popolari. Un’unità del gioco è chiaramente visibile in una scena del celebre film di fantascienza del 1983, “WarGames – Giochi di guerra”.
Celebri Appassionati
Tra i possessori di questo classico arcade si annoverava anche la superstar mondiale Michael Jackson. Il “Re del Pop” possedeva un modello Namco Upright del gioco, che fu successivamente venduto all’asta ufficiale della sua proprietà il 24 aprile 2009.
Eredità nel Cinema d’Animazione
L’eredità di Dig Dug continua a vivere, con i suoi iconici personaggi che sono stati omaggiati nel cinema d’animazione moderno. Il personaggio principale (il minatore), insieme ai nemici Fygar (il drago) e Pooka (il mostro rotondo con gli occhiali), appare nel film d’animazione Disney-Pixar del 2012, “Ralph Spaccatutto” (Wreck-It Ralph), un’opera che celebra la storia dei videogiochi.
