Flying Shark (1977) – Model Racing


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  • Descrizione

    Descrizione e Atmosfera Questo non è il famoso sparatutto a scorrimento della Toaplan del 1987, ma un autentico reperto di archeologia videoludica. Creato dalla Model Racing nel 1977 e partorito dal genio di Giorgio Peroni, Flying Shark si impone storicamente come il secondo videogioco mai creato da un italiano. Non ci sono fronzoli o musiche epiche: è l’alba cruda e affascinante dell’intrattenimento da bar, un’esperienza diretta che ha portato per la prima volta l’ingegno artigianale italiano dentro l’imponente mobile di un cabinato arcade. Un titolo essenziale per capire le vere origini dell’industria nel nostro Paese.

    Informazioni Tecniche Dimentica le schede madri convenzionali e i microprocessori. Flying Shark è un prodigio di elettronica nuda e pura, figlio di un’epoca in cui i giochi si costruivano saldando componenti:

    • Hardware: Assenza totale di CPU. Il gioco si basa interamente su logica discreta (circuiti TTL e diodi). Questo livello di ingegneria hardware rende quasi impossibile un’emulazione software che sia veramente fedele; accendere la macchina originale e giocare sul suo monitor è l’unico modo per vivere l’esperienza esattamente come fu concepita.
    • Sviluppatore: Model Racing (azienda di Montemarciano, in provincia di Ancona).
    • Creatore: Giorgio Peroni, pioniere assoluto del settore.
    • Anno di Uscita: 1977.

    Dettagli di Gioco Il gameplay è un distillato di pura competizione arcade tipica della fine degli anni ’70:

    • L’Obiettivo: Un combattimento aereo essenziale. Il giocatore prende i comandi di un biplano e ha il compito di intercettare e abbattere due velivoli nemici che solcano i cieli.
    • Fisica Hardware: Senza codice di programmazione a gestire i pattern di movimento o le collisioni, ogni singola manovra e l’aggiornamento del punteggio sono elaborati fisicamente dai circuiti logici della macchina. Tempismo e precisione sono tutto.

    Curiosità: La Storia Dietro le Quinte

    • Il Riciclo Geniale: Durante un incontro personale, Giorgio Peroni ha svelato un retroscena straordinario sullo sviluppo di questo titolo. Flying Shark è nato da un riadattamento ingegnoso: Peroni lo ha creato utilizzando la riserva di magazzino e i componenti avanzati dalla sua primissima creazione, UFO (riconosciuto storicamente come il primo virtual pinball e in assoluto il primo videogioco italiano). Ha letteralmente preso le schede e i circuiti di UFO e li ha reinventati per dare vita a questa nuova sfida.
    • Disegnare con l’Hardware: Generare grafica a schermo senza l’ausilio di una CPU era un’impresa titanica. Per far apparire la sagoma dell’aereo, Peroni ha dovuto lavorare fisicamente con i diodi, calcolando in modo maniacale il timing dei circuiti TTL.
    • Il Trucco dello Specchio: Poiché si trattava di un processo estremamente lungo e difficile, l’ingegno ha preso il sopravvento. Peroni costruì via hardware soltanto la metà sinistra dell’aereo. Successivamente, implementò una soluzione elettronica per far “specchiare” il segnale, generando sullo schermo la metà destra perfettamente simmetrica e risparmiando così un’enorme mole di lavoro e componenti.
    • L’Equivoco dei Collezionisti: Per anni, molti appassionati meno attenti hanno confuso questo capolavoro italiano con l’omonimo titolo giapponese uscito un decennio più tardi.

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