Hyperdyne Side Arms (1986) – Capcom


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  • Descrizione

    Descrizione e Atmosfera Nel 1986 la Capcom era in uno stato di grazia assoluto. Appena un anno dopo aver tirato fuori capolavori spaccacontroller come Makaimura, l’azienda di Osaka sforna Hyperdyne Side Arms. Uno sparatutto a scorrimento orizzontale che non fa nulla per nascondere la sua natura: è un tributo sfacciato (o un plagio glorioso, fai tu) a Mobile Suit Gundam. Niente fronzoli, solo due mecha armati fino ai denti lanciati nello spazio contro un’orda aliena, i Bozon. È l’essenza dell’arcade anni ’80: proiettili ovunque, pioggia di meteoriti, difficoltà punitiva e un’atmosfera sci-fi che trasuda metallo pesante e neon da ogni pixel.

    Informazioni Tecniche Siamo ancora prima della rivoluzione della scheda CPS-1. L’hardware qui è pura forza bruta della vecchia scuola:

    • Hardware: La scheda madre è basata su una doppia CPU Zilog Z80 (una prassi per Capcom in quel periodo) che gestisce la logica del gioco e gli sprite.
    • Comparto Audio: A far tremare il mobile ci pensano due chip Yamaha (YM2151 e YM2203). La colonna sonora FM è martellante e ti entra nel cervello, ritmando perfettamente la distruzione a schermo.
    • Sviluppatore: Capcom.
    • Game Design: Yoshiki Okamoto (un nome monumentale nell’industria arcade).
    • Anno di Uscita: 1986.

    Dettagli di Gioco Il gameplay è roba per gente con i riflessi allenati e la mente divisa in due:

    • I Comandi Bidirezionali: Dimentica i soliti shmup dove spari solo dritto. Qui hai un pulsante per sparare a destra, uno per sparare a sinistra e un terzo per scorrere l’arsenale. I nemici arrivano da tutte le parti e devi saper coprire entrambi i fianchi simultaneamente.
    • L’Arsenale: Il tuo mecha standard fa il solletico. Devi raccogliere i power-up (indicati da lettere) per equipaggiare armi vere: Bit (opzioni rotanti), Shotgun, Megabazooka e 3-Way. Saper scegliere l’arma giusta per la sezione giusta fa la differenza tra inserire un altro gettone o arrivare al boss.
    • L’Unione fa la Forza (Co-op a due giocatori): La vera genialata. Se giochi in due e raccogliete lo speciale oggetto “Alpha”, i due mecha si fondono in un unico, gigantesco e devastante robottone a otto direzioni di fuoco. Un giocatore si occupa di muoverlo, l’altro spara. Geniale, caotico e perfetto per rovinare le amicizie.

    Trucchi e Consigli di Gioco

    Vuoi arrivare in fondo senza svuotare il portafoglio? Tieni a mente queste regole di sopravvivenza:

    • Gestione del Megabazooka: È l’arma più lenta del gioco, ma fa un danno devastante. Usala esclusivamente contro i boss o i nemici corazzati giganteschi. Se la tieni equipaggiata nei livelli normali contro gli sciami di nemici veloci, ti fai ammazzare in tre secondi.
    • Il trucco degli I-Frames: Durante l’animazione di fusione dei due mecha in modalità co-op, i due giocatori diventano momentaneamente invincibili. I veterani del cabinato imparano a ritardare la fusione per attivarla esattamente quando arriva un’ondata di proiettili impossibile da schivare, sfruttando quei secondi di invulnerabilità per salvarsi la pelle.
    • Caccia allo Yashichi: Spara sempre agli elementi sospetti del fondale. Se fai apparire e raccogli lo Yashichi (l’iconica girandola rossa e bianca di Capcom), ottieni punti pesantissimi o potenziamenti massimi immediati.

    Curiosità: La Storia Dietro le Quinte

    • L’Ombra di Gundam: Negli anni ’80 Capcom voleva disperatamente fare un gioco basato sull’anime di Gundam, ma non aveva i maledetti diritti. La soluzione di Okamoto? Creare dei mecha con un design quasi identico, chiamarli “Mobilesuits” (esattamente come nell’anime) e sperare che la Sunrise non gli facesse causa. L’azzardo pagò e il gioco divenne un cult assoluto.
    • L’Origine di Mobi-chan: Side Arms introduce per la primissima volta il potenziamento a forma di robottino super deformed chiamato “Mobi-chan”. Questa mascotte diventerà un easter egg leggendario, riutilizzato da Capcom in decine di altri cabinati negli anni successivi.
    • Il Successore Spirituale: Il gioco è la naturale evoluzione di Section Z, un altro arcade Capcom uscito l’anno precedente. Ne riprende di peso le meccaniche di sparo bidirezionale, ma sostituisce il soldato col jetpack con dei mecha giganti, rendendo il tutto molto più appetibile e spettacolare per i giocatori da sala.
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