Spider-Man The Video Game (1991) – SEGA


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  • Descrizione

    Nel 1991, Konami dominava il mercato dei cabinati a quattro giocatori con le Tartarughe Ninja e i Simpson. SEGA non poteva stare a guardare. Prese la licenza Marvel e la sbatté sul suo hardware di nuova generazione, creando un mostro mangia-gettoni coloratissimo e chiassoso. Non è il solito picchiaduro a scorrimento lineare: è un’avventura caotica in cui l’Uomo Ragno, la Gatta Nera, Occhio di Falco e un improbabilissimo Namor (Sub-Mariner) prendono a pugni qualsiasi cosa respiri, da Venom a Kingpin, fino a Dottor Destino. Ecco creato Spider-Man The Video Game. Avere questo mastodontico mobile a 4 postazioni in sala giochi significava garantire un flusso continuo di monete e urla di puro caos.

    Informazioni Tecniche Sotto la plancia non c’è la solita elettronica di fine anni ’80. Qui SEGA ha fatto il passo più lungo della gamba per asfaltare la concorrenza:

    • Hardware: È il titolo di debutto della portentosa scheda madre Sega System 32. È considerata la prima vera scheda arcade a 32-bit del mercato.
    • Processori: Al cuore del sistema batte una CPU NEC V60 a 16.1 MHz, capace di gestire calcoli complessi che le schede precedenti si sognavano, affiancata a un processore audio Z80 e chip custom Yamaha.
    • Sprite Scaling: Il vero miracolo tecnico di questa scheda è il chip grafico custom di SEGA, progettato per ridimensionare e ruotare infiniti sprite simultaneamente in tempo reale senza il minimo rallentamento.
    • Il Mobile: Il cabinato a 4 giocatori dedicato è largo, ingombrante e costruito come un carro armato per resistere alle manate di quattro persone fisse sui comandi.

    Dettagli di Gioco Il gameplay è pensato per stordire il giocatore alternando due stili di gioco completamente diversi:

    • Il Cambio di Prospettiva: È il marchio di fabbrica del gioco. Una parte del livello si gioca come un classico beat ‘em up ravvicinato con sprite enormi e dettagliati. Improvvisamente, la telecamera “zoomma” all’indietro: i personaggi diventano minuscoli e il gioco si trasforma in un platform / run ‘n’ gun dove devi saltare su piattaforme e sparare ai nemici da lontano.
    • Il Roster Asimmetrico: Ogni personaggio ha caratteristiche uniche non solo nel corpo a corpo, ma soprattutto nei proiettili a distanza (ragnatele, frecce, acqua, rampini). Scegliere il personaggio giusto cambiava radicalmente l’approccio alla partita.

    Trucchi e Consigli di Gioco Il gioco è lunghissimo (diviso in 4 “Atti” giganteschi) ed è tarato per farti morire per logoramento. Ecco come sopravvivere:

    • Il Salasso della Mossa Speciale: Attenzione a premere i tasti a caso. L’attacco speciale (Jump + Attack) pulisce lo schermo, ma consuma istantaneamente una porzione netta della tua preziosa barra vitale. Usalo esclusivamente contro i boss o se sei chiuso all’angolo senza via d’uscita. Se lo spammi, ti stai letteralmente uccidendo da solo.
    • Il Dominio di Occhio di Falco: Nelle fasi platform “rimpicciolite”, Occhio di Falco è di gran lunga il personaggio più sgravato del gioco. Le sue frecce hanno un raggio d’azione ridicolo e una frequenza di fuoco che ti permette di ripulire lo schermo mantenendoti a distanza di sicurezza.
    • Le Hitbox dei Boss: I cattivi principali, in particolare Venom e Kingpin, hanno priorità di attacco sui tuoi pugni. Non attaccarli frontalmente: spostati sempre sull’asse verticale (su e giù per lo schermo) e colpiscili aggirandoli, colpisci un paio di volte e ritirati. L’avidità porta dritta al game over.

    Curiosità: La Storia Dietro le Quinte

    • Esibizionismo Tecnologico: I continui zoom-in e zoom-out che trasformavano il picchiaduro in platform non erano nati per una geniale intuizione di gameplay, ma per pura e semplice arroganza tecnica. SEGA voleva sbattere in faccia ai gestori delle sale giochi e alla concorrenza la potenza del hardware scaling del suo nuovo System 32.
    • Perché Diavolo C’è Namor? L’inclusione del Sub-Mariner (Namor) al fianco di Spidey ha sempre confuso i fan occidentali, che si aspettavano roba come Wolverine, Capitan America o Daredevil. La verità è che SEGA voleva quattro personaggi con attacchi a distanza radicalmente diversi per colore ed effetto visivo, per giustificare il caos a schermo nei momenti in cui la telecamera si allontanava. L’acqua di Namor faceva contrasto perfetto con le frecce, la corda e le ragnatele.
    • Il Boss Finale Infinito: Dottor Destino, il boss finale, è un incubo di programmazione punitiva. Ha tre forme diverse, usa copie robotiche e possiede mosse quasi impossibili da schivare. È l’incarnazione perfetta del design arcade pensato per estorcere fino all’ultima moneta rimasta in tasca al giocatore prima di mandarlo a casa.
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