Super Don Quix-ote 


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  • Descrizione
    Super Don Quix-ote: L’Avventura Senza Tempo

    Sei Don, un cavaliere errante non per vocazione, ma per disperazione. Il tuo cuore, un tempo leggero, è ora appesantito dal rapimento della tua amata, la dolce e ineguagliabile Isabella. Una strega malvagia, il cui nome è sussurrato con timore anche dal vento, l’ha portata via, tenendola in ostaggio nel suo inaccessibile nascondiglio, un luogo di oscurità e magia distorta.

    La tua missione è chiara, ma la strada è irta di pericoli che metterebbero alla prova anche il più valoroso dei guerrieri. Devi farti strada attraverso boschi incantati, paludi melmose e fortificazioni maledette per raggiungere l’antro della strega e salvare Isabella dalle sue grinfie.

    La tua unica speranza e compagna in questa folle impresa è la tua fidata spada, un’arma affilata e fedele, che si è già bagnata del sangue di innumerabili creature. Ma non sei solo. Al tuo fianco, fedele e pragmatico, c’è il tuo aiutante, Sancho, un uomo di buon senso la cui costante paura è a volte un monito più efficace di qualsiasi consiglio.

    Il gameplay di Super Don Quix-ote è un omaggio diretto all’era d’oro dei cabinati e, in particolare, al leggendario Dragon’s Lair. Non è un gioco basato sull’abilità di combattimento convenzionale, ma sul tempismo impeccabile e sulla memoria acuta.

    Il Controllo e il Brivido:

    Il gioco si svolge come un film interattivo in piena regola, una sequenza mozzafiato di animazioni disegnate a mano. Il giocatore non controlla liberamente Don, ma interagisce con l’azione attraverso una serie di Quick Time Events (QTE). Un joystick è il tuo unico strumento per l’interazione:

    • Movimento: Quando richiesto da un lampo di luce o da un suono drammatico sullo schermo, devi spingere il joystick nella direzione corretta (su, giù, destra o sinistra) per far sì che Don schivi un masso rotolante, salti un burrone o si sposti da un colpo mortale.
    • Azione/Combattimento: Allo stesso modo, per brandire la spada o utilizzare un’altra arma/oggetto in un momento cruciale – per uccidere un nemico, aprire una porta, o respingere un incantesimo – devi premere il pulsante di azione o spingere il joystick in una direzione specifica in un preciso istante.

    Il Prezzo dell’Errore:

    Il cuore pulsante del fascino – e della frustrazione – del gioco risiede nelle sue famigerate “scene di morte”. A differenza dei giochi in cui un errore comporta una semplice perdita di salute, in Super Don Quix-ote, un comando sbagliato, o un ritardo di un solo fotogramma, si traduce in una fine immediata e spettacolare per Don.
    Queste sequenze non sono solo un Game Over; sono brevi, umoristiche, talvolta gruesome, ma sempre animate con maestria, che mostrano in dettaglio la dipartita di Don: trafitto da lance, schiacciato da trappole, divorato da bestie grottesche, o trasformato in un rospo. Ogni errore è un monito visivo e sonoro che ti costringe a memorizzare la sequenza perfetta. La sopravvivenza non dipende dalla reazione, ma dalla conoscenza perfetta della sequenza richiesta. Solo padroneggiando l’intero percorso, privo di incertezze, potrai sperare di sconfiggere la strega e reclamare la tua Isabella.

    Informazioni Tecniche

    Questo gioco utilizza un laser disc. Funziona su quello che Universal chiama “Laser System 1”.

    CPU principale: Zilog Z80.
    Chip audio: SN76496.

    Giocatori personalizzati: 2.
    Pulsanti: 1.

    Curiosità

    Uscito nel novembre del 1984, in piena era d’oro dei videogiochi arcade, questo titolo si presentò come un’evoluzione audace del fortunato filone dei giochi laserdisc, inaugurato da Dragon’s Lair. Sebbene condividesse con il suo predecessore un gameplay basato su quick-time events e una struttura narrativa simile (in cui il giocatore doveva premere i pulsanti al momento giusto per influenzare l’azione pre-registrata), si spinse decisamente oltre i limiti stabiliti.

    La differenza più marcata risiedeva nel tono e nel contenuto visivo. Questo gioco introdusse scene di violenza decisamente più intense e graficamente esplicite per l’epoca. A differenza dei cartoni animati più edulcorati visti in Dragon’s Lair, in questo titolo la rappresentazione della violenza non era censurata: la decapitazione e il taglio a metà di numerosi nemici da parte del protagonista erano accompagnati dalla presenza di sangue, un elemento che ne accrebbe il carattere maturo e ne definì la controversa notorietà. Questa rappresentazione cruda segnò un punto di rottura significativo rispetto agli standard dei giochi arcade dell’epoca.

    Il gioco detiene anche un’altra peculiarità storica: fu l’unico titolo basato su tecnologia laserdisc effettivamente prodotto e distribuito da Universal. Nonostante il successo (e la controversia) del gioco, e l’interesse della casa di produzione verso il nascente mercato dei laserdisc game, Universal aveva pubblicizzato attivamente diversi altri progetti che alla fine non videro mai la luce. Tra questi progetti non realizzati, si ricordano in particolare un gioco di corse ad alta velocità denominato Top Gear e un gioco d’avventura animato basato sull’iconico personaggio di Mr. Do!, intitolato Adventure Mr. Do!. La cancellazione di questi titoli lasciò il gioco del 1984 come un singolare, e in qualche modo isolato, esperimento di Universal nel panorama dei videogiochi laserdisc.

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