Virtua Striker 2 Version ’99 (1998) – SEGA


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  • Descrizione

    Nei bar e nelle sale giochi di fine anni ’90, la serie Virtua Striker rappresentava l’apice commerciale del calcio arcade ignorante. Arriva Virtua Striker 99. Dimentica le simulazioni tediose, i tatticismi e le regole ferree di roba come FIFA o PES. Qui hai a disposizione pochissimi minuti di pura rissa calcistica a 60 frame al secondo, dove l’arbitro è praticamente cieco e si gioca solo per bucare la rete. Metteva attorno allo schermo orde di ragazzini pronti a sbraitare per un golden goal all’ultimo secondo o per una monetina rubata. Averlo a catalogo significa puntare dritti alla nostalgia di chi ha lasciato metà dei propri risparmi su quel joystick.

    Informazioni Tecniche Sotto la plancia, SEGA non badava a spese per umiliare la concorrenza a livello visivo:

    • Hardware: Il gioco gira sulla mostruosa scheda Sega Model 3 Step 2.0. All’epoca, questa tecnologia generava una quantità di poligoni e texture che le console casalinghe potevano solo sognarsi, muovendo i modelli 3D dei giocatori con una fluidità impressionante e senza sbavature.
    • Comparto Audio: I cori campionati da stadio, il fischio netto dell’arbitro e, soprattutto, il rumore sordo e metallico dei calcioni rifilati al pallone facevano letteralmente tremare il mobile.
    • Sviluppatore: SEGA AM2.
    • Anno di Uscita: 1998 (distribuito come aggiornamento per la stagione calcistica ’99).

    Dettagli di Gioco Il gameplay è l’essenza dell’immediatezza: facilissimo da intuire, ma punitivo da padroneggiare a dovere.

    • L’Essenziale: Solo tre maledetti tasti. Passaggio Corto, Passaggio Lungo/Cross e Tiro. Il tasto Start serviva in teoria per cambiare modulo in corsa (normale, offensivo o difensivo), ma nel caos della sala giochi lo usavano in pochi.
    • Fisica Punitiva: Il pallone pesava come una palla medica e i giocatori avevano un’inerzia pesantissima nella corsa. Sbagliare i tempi di un passaggio significava regalare un contropiede letale all’avversario e mandare a monte l’intero gettone.

    Trucchi e Consigli di Gioco Le partite duravano pochissimo e la CPU era programmata per non farti mai pareggiare tranquillamente. Ecco come si sopravviveva in sala:

    • Il Bug del Tiro Incrociato: I portieri dell’IA erano dei veri fenomeni sui tiri centrali o frontali. Il segreto di Pulcinella per segnare senza troppa fatica era arrivare sul fondo dell’area di rigore, spostarsi in diagonale e caricare il tiro incrociando sul palo più lontano. Al 90% era un gol assicurato a causa di una falla nel calcolo delle traiettorie del portiere.
    • Il Tempismo sul Cross: Spammare compulsivamente il tasto del tiro mentre la palla è in aria in area di rigore è da dilettanti, e il giocatore la colpirà debolmente. Per fare un colpo di testa o una rovesciata letale, devi premere il tasto esattamente una singola frazione di secondo prima che la palla tocchi il tuo attaccante. Se becchi il frame giusto, parte un proiettile imparabile.
    • Scivolate Strategiche: L’arbitro in Virtua Striker 2 tollera l’inverosimile. Il modo migliore per rubare palla a centrocampo non è temporeggiare, ma entrare durissimi in scivolata (tasto del passaggio lungo in fase difensiva) prendendo caviglia e pallone. Difficilmente prenderai un cartellino se lo fai distante dalla tua area.

    Curiosità: La Storia Dietro le Quinte

    • La Mungitura di SEGA: Questa “Version ’99” è la prova scolpita nel silicio di quanto SEGA sapesse spremere i gestori delle sale. La prima edizione di Virtua Striker 2 uscì nel 1997. Invece di fare un gioco totalmente nuovo, SEGA rilasciò la Version ’98, poi questa Version ’99, e in seguito persino la Version 2000. Modificavano qualche colore delle maglie, aggiornavano una manciata di squadre in concomitanza con i Mondiali, e costringevano i noleggiatori a comprare costosi aggiornamenti hardware per non sembrare obsoleti.
    • Le Maglie e il Diritto d’Autore: SEGA non aveva in tasca mezza licenza ufficiale della FIFA o delle federazioni calcistiche. I nomi dei giocatori non esistevano (avevano solo i numeri sulla schiena per evitare cause legali), ma i colori delle divise riprendevano spudoratamente quelli delle vere nazionali. Fu un trucco commerciale perfetto per cavalcare l’onda dei Mondiali di Francia ’98 senza pagare un solo yen di diritti.
    • Le Squadre Segrete: Esisteva un modo per evitare le classiche nazionali. Inserendo il gettone e tenendo premuto il tasto Start mentre si muoveva il joystick con combinazioni precise nella schermata di selezione, si sbloccavano team folli. Tra questi c’erano la F.C. Sega (i cui giocatori erano letteralmente i modelli poligonali dei programmatori) e la mitica MVP Yamori (con giocatori robotici e mascotte bizzarre della divisione AM2).
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