Incontro con Yu Suzuki designer di casa SEGA
Finalmente è avvenuto l’Incontro con Yu Suzuki, il grande Maestro che ci ha deliziato con titoli indimenticabili nelle sala giochi degli anni 80, facendoci correre come pazzi nelle strade Europee, con a fianco una bella biondina, a bordo di una Ferrari Testarossa Spider, ma attenzione, all’epoca non esisteva questa versione di casa Maranello…

Partiamo dal principio. L’organizzazione di Lucca Comics, viste le precedenti collaborazioni avute per Collezionando e l’incontro con Nolan Bushnell nel 2022 per il 50° anniversario di Atari, ci contatta per sapere quali titoli di SEGA possiamo reperire per una mostra alla nuova edizione di Lucca Comics and Games. Ovviamente noi diciamo che possiamo portare tutto quello di cui hanno bisogno visto il nostro magazzino pieno di articoli SEGA. Ci richiedono 7 titoli, Out Run, Hang-On, Super Hang-On, After Burner, Enduro Racer e Power Drift. “I giochi creati e sviluppati dal grande Maestro Yu Suzuki”, esclamiamo noi immediatamente! Infatti, il nostro lavoro era quello di mettere in perfetto funzionamento i titoli anni 80 che hanno caratterizzato la genialità del Maestro e quando Lucca Comics chiama, Arcade Story risponde!
La preparazione di tutti i cabinati e le difficoltà che abbiamo avuto le trovate sulla playlist di YouTube Un Giorno da Arcade Story che abbiamo realizzato nel nostro magazzino di Arzignano.
Lunedì 30 Ottobre siamo partiti in direzione Lucca con un carico di 17 videogiochi arcade, 7 per Yu Suzuki, 6 per la saletta dedicata a SEGA e 4 per gli ospiti di Level Up. La mattina del 31 Ottobre ci siamo svegliati all’alba in direzione magazzini di Lucca perché il nostro camion non ci passava nelle strette vie cittadine del centro storico, quindi abbiamo dovuto scaricare dal nostro camion e ricaricare metà del prezioso carico su un furgoncino più piccolo per poi andare in Villa Bottini, dove avremmo allestito le sala giochi. Arrivati alla Villa, il furgone non riusciva a passare attraverso il portone e abbiamo dovuto, con l’aiuto di un carrello, portare tutti i giochi attraverso la ghiaia del parco della villa fino ai gradoni dell’entrata. Eh si, 12 gradoni ci dividevano dall’allestimento per Yu Suzuki! Per fortuna sono intervenuti i ragazzi della logistica di Lucca Comics e abbiamo portato a mano tutti i giochi all’interno di Villa Bottini, non vi dico che sudata, anche perché un cabinet di Suzuki pesa minimo 120 kg! Verso le 18 dello stesso giorno era tutto pronto per l’apertura del festival più importante d’Italia.
Il primo Novembre si aprono le porte del Comics e già al mattino le presenze sono molto alte e si formano code lunghissime per entrare in Villa Bottini. La sorpresa arriva verso le 17 quando ci avvisano che il Maestro Yu Suzuki vuole venire a vedere la mostra, incuriosito dalle notizie che ci sarebbero stati i suoi primi arcade funzionanti.

Subito ha voluto provare il suo gioco preferito, Space Harrier e dalla sua faccia divertita abbiamo capito che ha apprezzato. Poi si è spostato su Out Run

Quando ha finito di divertirsi con le sue vecchie creazioni abbiamo avuto la possibilità di fargli qualche domanda che confermasse le varie teorie che si leggono sui forum Americani e su alcuni libri. Per prima cosa gli abbiamo chiesto qual è il suo gioco preferito di sempre e lui ci ha risposto che è Virtua Fighter 2. Ci ha spiegato che voleva, da sempre, creare un gioco di arti marziali ed è andato appositamente in Cina per impararle in una scuola molto importante. Ci racconta che i locali non gli rivolgevano la parola e quando li affrontava in combattimento e, come sempre perdeva, tutti ridevano fragorosamente. Questo è dovuto all’eterno livore fra Giapponesi e Cinesi. Fatto sta che una volta tornato nel suo paese si mette al lavoro per creare il primo Virtua Fighter, ma purtroppo i disegnatori non riuscivano a tramutare in movimenti potenti i pugni che il lottatore doveva sferrare. Anzi, sembravano i gesti del famoso Gatto che Chiama, il maneki neko chiamato anche Gatto della Fortuna. A questo punto si mise ad insegnare le mosse a tutti i disegnatori fino a quando non furono capaci di sfoderare pugni potenti nella realtà e non li fece più accomodare davanti al computer fino a quando anche l’ultimo grafico non avesse carpito le tecniche dei pugni da apportare ai lottatori nel gioco. Tutto questo lavoro non fu necessario per il secondo capitolo perché la tecnologia gli venne in aiuto con la possibilità di copiare digitalmente le mosse da veri professionisti delle arti marziali tramite sensori e telecamere.

A questo punto la curiosità cresceva e gli abbiamo chiesto come ha fatto a pensare ad Out Run.
Ci ha raccontato che ha intrapreso un viaggio in Europa per pensare al suo nuovo gioco e quando arrivò a Montecarlo si trovò davanti ad una Ferrari cabriolet rossa fiammante, ne rimase talmente affascinato che decise di volerla avere come interprete per il suo gioco e di ambientare tutto il paesaggio in Europa. La Ferrari che vide non era una Testarossa, perché l’unica Testarossa Spider prodotta da Ferrari fu per Giovanni Agnelli, ma Suzuki la volle inserire nel gioco. La passione per i motori lo portò a creare il suo primo videogioco arcade (il primo in assoluto era per console) Hang-On, fu ispirato dal motociclista del Moto GP 500 Freddy Spancer, volle creare un gioco che simulava perfettamente una gara. La SEGA mise a disposizione tutte le risorse ed uscì il bellissimo Hang-On versione Deluxe con una motocicletta da guidare che si poteva piegare come nella realtà. Mai visto cose del genere prima di allora. Poi ci confessa che aveva una grandissima passione anche per le gare di Motocross e solo qualche anno più tardi potè lavorare al concepimento di Enduro Racer.
Ovviamente gli abbiamo chiesto di Shenmue e del grande sforzo che fece per creare un gioco così importante. Ci racconta che fino a prima, nei giochi non c’era la concezione del tempo. Un piatto di riso fumante restava tale all’infinito. Con Shenmue volle creare la quarta dimensione e scandire il tempo come una parte del gioco. Aggiunge poi, che gli piacerebbe moltissimo creare Shenmue 4 con la tecnologia odierna per poter avvicinare il più possibili alla realtà il suo personaggio. Magari con una storia che racconta le origini che hanno portato al primo capitolo.

Prima di lasciare andare il Maestro a riposare abbiamo voluto chiedere un suo parere riguardo i videogiochi che avevamo allestito per lui e ci ha risposto che è rimasto colpito e affascinato che tutti funzionassero perfettamente! Ha detto che dopo 2 anni di vita, i problemi che questi dispositivi avevano erano innumerevoli. A noi ha fatto un enorme piacere visto che dedichiamo parte della nostra vita a tenere vivo il ricordo arcade! Vedendo allontanarsi Yu Suzuki eravamo pieni di felicità ed emozionati nel aver potuto contribuire, nel nostro piccolo, ad emozionare una persona importante come il Sensei Suzuki
Una Risposta per “Incontro con Yu Suzuki”
Che dire?! Grandi Ragazzi!!!